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TIZIANO TERZANI,
LA FINE E' IL MIO INIZIO Riflessioni sul consumismo e la LIBERTA'
"Il guaio è, secondo me, che tutto il sistema è
fatto in modo che l'uomo, senza neppure accorgersene, comincia
sin da bambino a entrare in una mentalità che gli impedisce
di pensare qualsiasi altra cosa. Finisce che non c'è
nemmeno più bisogno della dittatura ormai, perché
la ditattura è quella della scuola, della televisione,
di quello che ti insegnano. Spegni la televisione e
guadagni la libertà.
Libertà, non ce
n'è più. Io lo continuo a ripetere: non siamo
mai stati così poco liberi, pur nella apparente enorme
libertà di comprare, di scopare, di scegliere tra i vari
dentifrici, fra le quarantamila automobili, fra i telefonini
che fanno anche la fotografia. Non c'è più
la libertà di essere chi sei. Perché tutto è
già previsto, tutto è già incanalato e
uscirne non è facile, crea conflitti. Quanta
gente viene rigettata dal sistema perché non rientra
nel modello? Facesse invece delle altre cose! Ma non c'è
altro, c'è solo una spinta verso il mercato.
E San Francesco? E tutti
quegli altri? Tutti matti perché non andavano a fare
quello che bisognava fare a quei tempi? No, no, diversi! Persone
che con la loro diversità hanno anche indicato un modo
diverso di essere. Pensa, San Francesco sarà stato simpatico?
E' questa benedetta storia
della libertà-à-à! Noi oggi ce la siamo
ridotta immensamente, tanto che finiamo per vivere solo
ai margini della nostra libertà a causa di tutto
ciò che è automatico nel nostro modo di pensare,
di reagire, di fare le cose. Questa è la grande tragedia.
E le scuole oggi non sono fatte per insegnare ai ragazzi a pensare,
sono fatte per insegnare ai ragazzi a sopravvivere, per insegnar
loro delle cose con cui poi trovano un posto in banca. E quando
ne esci sei condizionato. Ripeti dei modelli prestabiliti. Non
è che molto facilmente ti inventi qualcosa.
L'uomo ormai è
succube dell'economia. Tutta la sua vita è determinata
dall'economia. Questa, secondo me, sarà la grande battaglia
del futuro: la battaglia contro l'economia che domina le nostre
vite, la battaglia per il ritorno a una forma di spiritualità
- che puoi chiamare anche religiosità - a cui la gente
possa ricorrere. Perché è una costante della storia
umana, questo voler sapere cosa ci sei a fare al mondo.
Occorrono nuovi modelli
di sviluppo. Non solo crescita, ma parsimonia. Vedi Folco, io
dico che bisogna liberarsi dai desideri. Ma proprio per il perverso
sistema del consumismo la nostra vita è tutta centrata
su giochi, sport, mangiare, piaceri. Il problema è uscire
da questo circolo vizioso: una cosa dopo l'altra dopo l'altra.
Porca miseria, questo ti impone dei comportamenti che sono assolutamente
assurdi. Tu non vuoi certe cose, ma il sistema del consumismo
ti convince, ti seduce a volerle. Tutta
la tua vita dipende da quel meccanismo. Se invece cominci a
non parteciparvi resistendo, digiunando, allora è come
se usassi la non violenza contro la violenza. La violenza che
ci fa alla fine? Mica te la possono cacciare in gola, la roba!
Occorre perciò
un grande sforzo spirituale, un grande ripensamento, un grande
risveglio. Che poi ha a che fare con la verità,
di cui nessuno più si occupa. Lì Gandhi è
di nuovo stupendo. Cercava la verità, quello che è
dietro a tutto. "Prima credevo che Dio fosse la verità.
Ora direi che la verità è Dio"."
Fonte: Tiziano Terzani, la fine è il mio inizio, ed.
Longanesi.