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ALLARME BRANCO O ALLARME ACQUA? allarme branco o allarme acqua? pick the soap!

La strategia dell'ALLARME - un'altra SAPONETTA da raccogliere

Quando abbiamo iniziato a lavorare al progetto di PickTheSoap, ci eravamo posti come obiettivo di ragionare sui "condizionamenti" dei mass-media: su tutti quei meccanismi, cioè, che quotidianamente ci manovrano il cervello, distraendoci, allarmandoci, intorpidendo la nostra capacità di ragionare liberamente. In poche parole: su come i media ci invitino a "raccogliere una saponetta" mentre chi li "manovra" approfitta indisturbato della nostra ingenuità.

Oggi, un momento globale difficile in cui questo pericolo è più che mai evidente, vale la pena fermarsi per guardare OLTRE il telegiornale e cercare tra le righe le SAPONETTE pronte per essere raccolte.

ALLARME 1: LA PAURA DEL BRANCO

Fateci caso: quante volte i telegiornali utilizzano la parola "BRANCO": branco di cani, branco di adolescenti, branco armato, branco romeno... L'80% del TG + lì per farci PAURA. L'obiettivo è quello di farci vivere e uscire di casa con la percezione costante di un PERICOLO, di farci sentire SOLI contro il GRUPPO, contro lo straniero, contro un pericolo che non conosciamo.
La sensazione di PAURA genera - come ovvia conseguenza - il BISOGNO DI SICUREZZA e protezione.
E indovinate un po' chi è pronto ad offrircela.

ALLARME 2: LA SUPER CRISI MONDIALE

Sono mesi ormai che non si parla d'altro. Il sistema mondiale è in CRISI. Migliaia di licenziamenti, aziende che chiudono, banche che non concedono più finanziamenti. La spesa costa meno, ma non abbiamo più soldi per farla. TUTTI FERMI. E se non fermi: in discesa.
Le borse scendono, moltissimi perdono.
I titoli in borsa calano.
I prezzi delle case scendono.
Il prezzo del petrolio scende.
I prezzi dei mutui scendono.
Ma vi è venuto mai un dubbio: CHI ci sta guadagnando in questa crisi?
Forse questa crisi finirà quando CHI ci guadagna deciderà che può finire
, e finire in una BOLLA fatta di NULLA, come è iniziata. Sul campo, travolti, resteremo come al solito NOI, che non abbiamo capito nulla dei MECCANISMI spaventosi del POTERE che stanno dietro la NOTIZIA, e forse anche dietro a chi HA il potere ufficiale.

ALLARME 3: LA CRISI DELLE RISORSE ENERGETICHE

Il petrolio sta finendo, i prezzi del cibo, la cui produzione è basata su combustibili fossili, sono raddoppiati. Appena raggiungeremo il picco della produzione di petrolio, i prezzi saliranno, l’economia globale ristagnerà, avremo recessione e ci saranno persone che non riusciranno a mettere in tavola qualcosa da mangiare. Non manca molto: gli ottimisti dicono che accadrà nel 2025-2035. I pessimisti molto prima, tra il 2010 e il 2020. Ma che il petrolio finisca non è terrorismo mediatico: è verità geologica.

Noi siamo fortunati.
Siamo in Italia.

Siamo una penisola con abbondanza di sole, vento, mare,
ricche zone geotermiche in Toscana,
biomasse da Bolzano in su nel nord Italia,
neve per l’idroelettrico regalata dalle Alpi.
Noi abbiamo molta più energia di quella che ci serve,
pronta da investire in energie rinnovabili!
Alt.
Noi siamo in Italia.
Noi potremmo essere fortunati.

Ma non lo siamo, perché abbiamo una classe politica
che va controcorrente rispetto a tutta l'Europa
e che ci porterà ad essere il Terzo Mondo dell'Europa
per la sua ottusità ambientale.

E la cosa peggiore sarà che noi non faremo niente per opporci, perché saremo lì a discutere del Grande Fratello, degli adolescenti impazziti, dei cani che ci sbranano, di Beautiful e degli stranieri che ci violentano. I media ci offriranno quelle saponette e noi le raccoglieremo.

Intanto due omini (per non fare nomi: Scajola e Marcegaglia) firmeranno a nome di venti milioni di italiani che nel 1987 avevano detto NO AL NUCLEARE con un referendum, faranno le nostre veci, e diranno SI' AL NUCLEARE! E li ringrazieremo pure! Sì, perché Scajola farà lo sconto sulla bolletta a chi acconsentirà alle centrali nucleari vicino a casa. Con grande risate dei francesi, decisi ad esportare il nucleare che gli costa di più di quanto rende. Gli serviva giusto un "Terzo Mondo" che andasse ancora a petrolio, a discariche tossiche, che fosse già abituato a convivere con le scorie radioattive. Un Terzo Mondo in cui la voce dei cittadini contro il nucleare espressa in un referendum non contasse nulla... Toh, eccolo lì, i vicini di casa: GLI ITALIANI!

Allora, visto che Berlusconi e il suo "team" hanno già tutti i media a disposizione per controllare i nostri cervelli, almeno in RETE diamo voce a personaggi che di AMBIENTE ne capiscono di più: Jeremy Rifkin, presidente della Foundation on Economic Trends, economista e scrittore di numerosi libri di successo:

"Lasciatemi fare una considerazione in termini di business, non in termini ideologici. Non credo che l’energia nucleare sarà significativa in futuro e credo che sia alla fine del suo corso e qualsiasi governo sbaglierebbe a investire nell’atomo. Vi spiego le ragioni. Non produciamo Co2 con gli impianti nucleari, quindi dovrebbe essere parte della soluzione ai problemi climatici. Ma guardiamo ai numeri. Ci sono 439 impianti nucleari al mondo, oggi, che producono solo il 5% dell’energia che consumiamo. Questi impianti sono molto vecchi. C’è qualcuno in Italia o nel mondo che davvero crede che si possano rimpiazzare i 439 impianti che abbiamo oggi nei prossimi vent’anni. Anche se lo facessimo continueremmo a produrre solo il 5% dell’energia consumata, senza alcun beneficio per i cambiamenti climatici. E’ chiaro che perché ne avesse, dovrebbero coprire almeno il 20% della produzione. Ma perché la produzione di energia sia per il 20% nucleare, dovremmo costruire 3 centrali atomiche ogni 30 giorni per i prossimi 60 anni. Capito? Duemila centrali atomiche. Tre nuove centrali ogni mese per sessant’anni. Non sappiamo ancora cosa fare con le scorie. Siamo nell'energia atomica da 60 anni e l'industria ci aveva detto: "Costruite gli impianti e dateci tempo sufficiente per capire come trasportare e stoccare le scorie". Sessant'anni dopo questa industria ci dice "Fidatevi ancora di noi, possiamo farcela", ma ancora non sanno come fare. L'agenzia internazionale per l'energia atomica dice che potremmo avere carenza di uranio tra il 2025 e il 2035, facendo cosi' morire i 439 impianti nucleare che producono il 5% dell'energia del mondo. Potremmo prendere l'uranio che abbiamo e convertirlo in plutonio. Ma avremmo il pericolo del terrorismo nucleare. Vogliamo davvero avere plutonio in tutto il mondo in un'epoca di potenziali attacchi terroristici? Credo sia folle. E infine, una cosa che tutti dovrebbero discutere col vicino di casa: non abbiamo acqua! Questo le aziende energetiche lo sanno ma la gente no. Prendete la Francia, la quintessenza dell'energia atomica, prodotta per il 70%. Questo e' quello che la gente non sa: il 40% di tutta l'acqua consumata in Francia lo scorso anno, e' servita a raffreddare i reattori nucleari. Il 40%! Vi ricordate tre anni fa, quando molti anziani in Francia morirono durante l'estate perche' l'aria condizionata era scarsa? Quello che non sapete e' che non ci fu abbastanza acqua per raffreddare i reattori nucleari, che dovettero diminuire la loro produzione di elettricita'. Dove pensano di trovare, l'Italia e gli altri Paesi, l'acqua per raffreddare gli impianti se non l'ha trovata la Francia?"

IL POPOLO NON HA PIU' L'ACQUA? DATEGLI IL VINO!

Lo scorso 12 marzo le Nazioni Unite, nell'indifferenza del sistema mediatico italiano, hanno pubblicato il terzo rapporto mondiale sull'acqua. (dal 16 al 22 marzo 2009 a Istanbul in Turchia, si tiene il 5° FORUM MONDIALE SULL'ACQUA)
- 340 milioni di africani non hanno accesso ad acqua potabile ("e forse lo sapevamo")
- 3 milioni di persone muoiono ogni anno a causa di malattie legate all'acqua non potabile ("e ci dispiace, ma in fondo la doccia ce la facciamo lo stesso")
- nel 2030, secondo le recenti proiezioni dell'OCSE, 5 miliardi di persone avranno considerevoli difficoltà ad usufruire di tale risorsa (ops, 5 miliardi? facendo un veloce calcolo se ci saremo ancora nel 2030 ci saremo anche noi in mezzo, se non noi i nostri figli! ... Forse il problema dell'acqua ci riguarda).
articoli

Tutto questo arzigogolato ragionamento sull'AGENDA SETTING dei media potrebbe portarci verso un RAGIONEVOLE DUBBIO: FORSE I VERI PROBLEMI CHE CI RIGUARDANO, che riguardano la sopravvivenza e la pace della nostra stessa SPECIE UMANA sono ALTRI.

E, purtroppo, sono decisamente più grossi dei capelli bianchi di Obama,dei preservativi del Papa e del decidere se noi italiani siamo razzisti o no.

I "manovratori", hanno in mano il FUTURO dei nostri figli e del nostro Pianeta - per quanto sarà possibile controllarlo. Pensiamoci quando ci offriranno la prossima saponetta. Potremmo anche decidere di non raccogliere l'invito.

moksilla